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Un’analisi di Euler Hermes, società di assicurazione crediti (26/5/2010)
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Milano, 26 maggio 2010.
Brasile, India e Cina, nuovi leader dell’economia mondiale,
almeno per i prossimi cinque anni.
Un’analisi di Euler Hermes, società di assicurazione crediti.
Dopo aver opposto una resistenza fuori dal comune alla crisi mondiale, Cina, India e Brasile si
accingono a vivere un periodo di almeno cinque anni di successi economici. “Se nel 2010, pur con
qualche eccezione, le imprese di questi Paesi mantengono le caratteristiche di aziende nazionali, da
oggi al 2015 o 2025 si prevede che in molti settori emergeranno diversi nuovi attori internazionali “.
dichiara Michel Mollard, membro del Direttorio di Euler Hermes.
Tuttavia, tale crescita non è ancora trainata da consumi di massa, sebbene sia di oggi la scelta di
concentrarsi maggiormente sullo sviluppo della domanda delle famiglie “ Fra il 2010 e il 2015, la
crescita di questi tre Paesi sarà soprattutto sostenuta dal fabbisogno di infrastrutture, edilizia e
trasporti. Gli investimenti in questi comparti aumenteranno progressivamente il valore aggiunto della
struttura produttiva, oggi ancora debole, sul modello di quella dei Paesi OCSE”, spiega Mollard.
1. Il successo economico di Brasile, Cina e India continuerà almeno fino al 2015,
stante l’enorme fabbisogno di infrastrutture
Per recuperare la produttività delle loro economie, Brasile, India e Cina concentrano i loro sforzi sullo
sviluppo delle infrastrutture. Gli investimenti sono selezionati e trainati dai Governi. A tale proposito,
sono quattro i settori più emblematici.
Le spese nel settore delle costruzioni in Cina, India e Brasile sono triplicate nel giro di un
decennio e, nel 2020, la Cina potrebbe diventare il primo mercato mondiale dell’edilizia. Questo
dinamismo deriva da un livello ancora molto basso delle infrastrutture rispetto a quello dei Paesi
sviluppati. Oltre ai grandi progetti – dighe, linee ferroviarie ad Alta Velocità, metropolitane, autostrade,
porti e aeroporti - e ai grandi eventi – Expo universale a Shanghai, Giochi asiatici a Canton, Coppa del
Mondo di calcio e Giochi Olimpici nel 2016 in Brasile - le spese nel comparto edile rispondono ad
esigenze di ordine sociale (costruzione di nuovi alloggi e ristrutturazioni).
La forte necessità di sviluppare i trasporti, anche delle merci, spingono la Cina, l’India e il Brasile ad
investire nel settore ferroviario. La Cina ha previsto un piano di investimenti 2009-2011 di 300
miliardi di dollari per estendere la sua rete ferroviaria del 28%. Dal canto suo, il Brasile investirà
circa 20 miliardi di dollari entro il 2020, in particolare con un progetto che sarà il suo fiore all’occhiello:
la costruzione di una linea ad Alta Velocità fra San Paolo e Rio. Infine, l’India impegnerà 9 miliardi di
dollari all’anno dal 2010 e nel corso degli anni seguenti e costruirà una linea ferroviaria dedicata al
trasporto merci fra Delhi e Mumbai.
Le tecnologie dell’informazione movimenteranno 1.000 miliardi di dollari nel 2014 in Cina, India
e Brasile, ovvero quasi il doppio rispetto al 2008 e il quintuplo del 2003. Malgrado questa forte
crescita, queste tre economie stentano a recuperare il ritardo sugli Stati Uniti. Solo la Cina potrà
rivaleggiare con il mercato americano ma non prima del 2025.
L’industria chimica cresce tre volte più in fretta in Cina, India e Brasile che negli Stati Uniti, grazie
all’impennata del fabbisogno di infrastrutture che caratterizza questi Paesi. Nel 2015 la produzione
chimica cinese rivaleggerà con quella degli USA, trainata dai suoi sbocchi commerciali nel settore
elettronico. In India, la chimica è sostenuta dalle filiere della plastica e dei fertilizzanti chimici, in
Brasile, dall’agricoltura. Due leader nazionali si accaparrano la quota principale del mercato indiano
ma non hanno ancora « sfondato » a livello mondiale. La chimica brasiliana è soprattutto appannaggio
delle filiali delle multinazionali straniere.
Comunicato stampa
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2. I mercati nazionali cinese, indiano e brasiliano si rafforzano ma non sono
ancora mercati di consumi di massa
“ Nei prossimi cinque anni, i tre mercati si concentreranno sistematicamente sui consumi interni per
ridurre la loro dipendenza dalle esportazioni. Tuttavia, stante il livello di ricchezza pro capite ancora
inferiore a quello degli Stati Uniti, non si trasformeranno rapidamente in mercati di consumi di massa”
sottolinea Mollard.
L’industria automobilistica è il simbolo della rimonta di questi tre Paesi e la sua crescita a livello
mondiale è da attribuire oggi all’80% ai Paesi emergenti. La produzione cinese, indiana e
brasiliana è passata in cinque anni dal 10 ad oltre il 25% della produzione mondiale, sotto la spinta
della forte domanda interna.
La Cina è diventata il primo mercato mondiale, posizione che dovrebbe prevedibilmente confermare
negli anni a venire, dato lo scarso peso del settore dei beni strumentali (3% nel 2008). Sul suo
mercato si affolla la presenza di tutti i costruttori occidentali ma anche di quelli cinesi - Brillance, Byd,
Geely… – che rappresentano ormai circa un terzo di un mercato che si sta strutturando. Il mercato
indiano presenta un forte potenziale (il settore dei beni strumentali rappresentava l’1,4% nel 2008)
ma è tuttora dieci volte più piccolo di quello cinese e si sviluppa sul modello del « super low cost ».
L’industria automobilistica indiana – Tata, Bajaj, Mahindra… - ha ancora una dimensione modesta e
rappresenta solo il 16% del mercato. Il Brasile, primo mercato dell’America latina, con un settore dei
beni strumentali al 13,3% nel 2008, è certamente molto attraente.
Il trasporto aereo passeggeri cresce sei volte più rapidamente in Cina, India e Brasile che negli
Stati Uniti. Questi tre Paesi hanno guadagnato il 5% delle quote di mercato fra il 2005 e il 2009,
raggiungendo il 15% del totale mondiale del trasporto aereo passeggeri. La crescita continuerà e sarà
accompagnata da ingenti investimenti, stimati a 650 miliardi di dollari nei prossimi venti anni, due terzi
dei quali riguarderanno la Cina.
Eppure, tutti questi progressi non hanno coinvolto molti prodotti di consumo di massa. «Questi
tre Paesi hanno forti prospettive di crescita e una parte del loro futuro è ancora da costruire »,
conclude Mollard. Per il comparto farmaceutico, ad esempio, se il potenziale commerciale di Brasile,
India e Cina, sembra immenso rispetto ai loro tassi di crescita nell’ultimo decennio, il loro potere
d’acquisto è ancora debole e non consente loro di acquistare farmaci dai grandi laboratori mondiali. Lo
sviluppo dell’industria farmaceutica si scontra inoltre con la mancanza di un sistema di assistenza
sanitaria, ancora tutto da inventare.
3. Molte Imprese leader mondiali, concorrenti delle aziende dei Paesi OCSE,
emergeranno tra il 2015 e il 2025
La Cina e l’India dispongono già di imprese sufficientemente grandi per operare sui mercati mondiali
nei settori dell’informazione e delle nuove tecnologie. Tuttavia, negli altri comparti, gli attori sono
ancora soprattutto locali (vedi tabella).
“ Le nostre imprese devono trarre due conseguenze di tipo strategico. Da una parte, nei prossimi anni
sul mercato interno cinese, indiano e brasiliano si apriranno importanti prospettive nel settore
infrastrutturale ; dall’altra, dovranno prepararsi a confrontarsi con nuovi concorrenti, provenienti da
questi Paesi, che si rafforzeranno nel settore auto, aeronautico e chimico da qui al 2015. Sono i futuri
« sfidanti » delle imprese dei Paesi OCSE che non opereranno più solo come esportatori ma si
affermeranno direttamente come produttori sul mercato europeo e americano. Per i settori a maggiore
valore aggiunto, si dovrà certamente aspettare ancora fino al 2025”, conclude Michel Mollard, membro
del Direttorio di Euler Hermes.
4. Interessi e attitudini delle Imprese italiane che esportano verso questi Paesi
"Cina e India sono i veri motori della crescita asiatica mentre il Brasile si segnala per la domanda
interna in forte crescita – dichiara Michele Pignotti , AD di Euler Hermes SIAC, consociata italiana di
Euler Hermes -. Questi segnali sono stati avvertiti già da tempo dalle imprese italiane anche se le
quote dell’interscambio con il nostro Paese, nonostante i recenti incrementi, restano basse. L'Italia,
infatti, è oltre il 20° posto mondiale come partner commerciale con la Cina ma al terzo tra i paesi UE.
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Nel primo trimestre 2010 è da segnalare la buona perfomance delle imprese italiane, che hanno visto
aumentare l’export verso questo paese del 24,7%".
"Secondo il nostro osservatorio, ancora poche sono le imprese assicurate che chiedono il supporto
verso i Paesi BIC, nonostante i grandi progressi messi a segno dagli stessi, negli ultimi anni. Il made
in Italy nei BIC è esportato principalmente da imprese appartenenti ai settori alimentare, tessile,
conciario, mobile e meccanica e impiantate in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana.
La maggior parte – continua Pignotti - sono di dimensioni medio/alta in quanto a fatturato (da 25 mln
di euro in su), dimensioni necessarie per affrontare i costi logistici, di trasporto e comunicazione,
fondamentali per lo sviluppo delle relazioni commerciali con questi mercati così poco tradizionali per i
prodotti del made in Italy.
Un altro dato rilevante che emerge dalle nostre analisi è la percentuale di mancati pagamenti sul
credito garantito che risulta nei BIC inferiore al 2%, un segno dello stato di buona salute delle imprese
locali ma anche della nostra expertise nella valutazione del rischio a livello globale”.
Tabella: Dalla comparsa all’affermazione di attori mondiali
Settore
Paese
produttore
Paese
consumatore
Presenza
mondiale
Commento
Attore
mondiale
Informazione e
comunicazione
Cina
India
Cina
India
Brasile
X
Attori mondiali e
concorrenti
Cina : beni tecnologici
India : servizi informatici
Si per la
Cina
Auto
Cina
Brasile
Cina
Brasile
Strutturazione in corso
con la volontà cinese di
creare attori mondiali
Cina verso il
2015 / 2020
Aeronautico Basile
Cina
Brasile
India
X
Forte presenza industriale
del Brasile
La Cina si è dotata dei
mezzi per sviluppare la
sua industria
Si per il
Brasile
Cina verso il
2020
Chimica Cina
Cina
India
Brasile
Attori cinesi con capitale
statale, ma sono imprese
private
Cina verso il
2015
Farmaceutico India Brasile
Produttori indiani
indipendenti di farmaci in
crisi
Non prima
del 2025
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Contatti Stampa Euler Hermes SIAC
Giorgio Vallati
Responsabile Ufficio stampa
+39 0687007280
giorgio.vallati@eulerhermes.com
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Euler Hermes SIAC è la compagnia leader in Italia dell’assicurazione crediti. Consociata di Euler
Hermes, contribuisce allo sviluppo del business delle imprese proteggendo il loro portafoglio clienti.
La compagnia affianca le aziende nel selezionare i clienti e offre un pacchetto di servizi integrati
per la gestione del rischio credito sia in Italia che all’estero: Valutazione dei Rischi, Assicurazione
dei Crediti e Recupero Crediti. Avvalendosi di 400 collaboratori (in Direzione Generale e nelle
Delegazioni territoriali), Euler Hermes SIAC realizza (dato 2009) un giro d’affari di circa 200 milioni
di euro e annovera, nei suoi circa 5.000 clienti, imprese di ogni dimensione e fatturato.
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Euler Hermes è il primo gruppo mondiale dell’assicurazione crediti e uno dei maggiori operatori
nel mercato delle cauzioni e del recupero crediti commerciali. Con 6200 collaboratori presenti in
oltre 50 paesi, Euler Hermes offre una gamma completa di servizi per la gestione del portafoglio
clienti. Nel 2009 il gruppo ha raggiunto un giro d’affari di 2,1 miliardi di euro.
Euler Hermes ha sviluppato una rete internazionale di monitoraggio che permette di analizzare la
stabilità finanziaria di 40 milioni di imprese. Il Gruppo copre 800 miliardi di Euro di transazioni
commerciali nel mondo.
Euler Hermes, membro Allianz, è quotata all’ Euronext Paris. Il gruppo e le sue principali società di
assicurazione crediti hanno ricevuto il rating AA- da Standard & Poor’s.
Quanto qui affermato è, come d’abitudine, soggetto alla sottoindicata clausola di garanzia da eventuali responsabilità.
Nota cautelativa sulle affermazioni previsionali.
Alcune asserzioni qui contenute possono riferirsi ad aspettative per il futuro e ad altre affermazioni di proiezione che si fondano su opinioni correnti e ipotesi del
management e implicano incertezze e rischi più o meno noti, che potrebbero fare sì che gli effettivi risultati, rendimenti o eventi differiscano in maniera sostanziale da
quelli contenuti o indicati nelle suddette affermazioni. In aggiunta alle asserzioni da considerarsi previsionali attraverso l’interpretazione del contesto, le parole “può, dovrà,
dovrebbe, conta di, ha in programma di, intende, prevede, ritiene, stima, presume, potenziale, o continuare”, ed espressioni analoghe, identificano affermazioni di
previsione. Gli effettivi risultati, rendimenti o eventi possono differire in maniera sostanziale da quelli contenuti nelle suddette affermazioni, essendo soggetti, senza alcun
limite, alle seguenti variabili: (i) le condizioni economiche generali - in particolare, le condizioni economiche relative alle attività e ai mercati principali del Gruppo Allianz, (ii)
il rendimento dei mercati finanziari, compresi quelli emergenti, (iii) la frequenza e la gravità delle perdite assicurate, (iv) i livelli e le tendenze di mortalità e morbilità, (v) i
livelli di persistenza, (vi) l’entità dei casi di insolvenza (vii) i livelli del tasso d’interesse, (viii) i tassi di cambio, compreso quello tra Euro e dollaro USA, (ix) i mutevoli livelli
di concorrenza, (x) i cambiamenti legislativi e normativi, tra cui la convergenza monetaria e l’Unione Monetaria Europea, (xi) le modificazioni delle politiche delle banche
centrali e/o dei governi degli altri paesi, (xii) l’impatto delle acquisizioni, e dei relativi problemi di integrazione, (xiii) le misure di ristrutturazione, e (xiv) i fattori legati alla
concorrenza in generale, sempre su scala locale, regionale, nazionale e/o globale. Molti di questi fattori possono essere più probabili o più marcati, per effetto di attività
terroristiche e delle relative conseguenze.
Le materie qui esaminate possono essere altresì esposte ad incertezze e rischi occasionalmente indicati negli archivi riguardanti Allianz SE presso la Securities and
Exchange Commission degli Stati Uniti. La società non assume alcun obbligo di aggiornare le informazioni previsionali qui contenute.
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Fonte: adv per Pressway
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